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 Carpenzago fraz. Robecco sul Naviglio 20087 -  Milano

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La camminata con i bastoncini che fa bene a tutti

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Uno sport completo e alla portata di tutti. Che fa bene al cuore e alla circolazione del sangue, rafforza braccia e spalle, migliora la postura della schiena e tonifica glutei e addominali. Questo, in sintesi, il Nordic walking.  Di cosa si tratta? Di camminare con gli appositi bastoncini seguendo alcune regole.

Il segreto per ottimizzare i movimenti è usare il bastoncino per spingere e non come appoggio coinvolgendo il maggior numero possibile di muscoli. L’importante è eseguire alla perfezione la tecnica e quindi frequentare un corso ad hoc con istruttori certificati e abilitati all’insegnamento.

CHI PUÒ PRATICARLO. «Il Nordic walking è un’attività fisica adatta a tutti e a tutte le età»,

Prima di cominciare a praticarlo è sempre bene consultare un medico naturalmente ma, in genere, a parte persone affette da gravi o specifiche patologie, non presenta controindicazioni. Da dosare il numero delle uscite settimanali, la durata e l’intensità a secondo della propria preparazione fisica, dell’età e del terreno in cui si cammina con i bastoncini».

Il terreno ideale non deve però essere troppo ripido. Altrimenti si tratterebbe di fare trekking. «Affinché il gesto tecnico e la resa di tutti i muscoli sia massima, la pendenza dovrebbe essere tra il 4 e l’8 per cento» In queste condizioni infatti la spinta delle braccia diventa poderosa, il piede riesce a completare la giusta rullata ed ogni passo diventa soddisfazione».

LA TECNICA. Fare Nordic walking significa camminare in modo naturale utilizzando in modo funzionale i bastoncini. I movimenti-base sono il passo spinta e il passo alternato. Si procede spingendo sui bastoncini e facendo “rollare” la pianta del piede. Obiettivo: coinvolgere il maggior numero di muscoli.

I BENEFICI. Con una tecnica corretta, coinvolgendo circa l’80 per cento della muscolatura, e grazie ad un conseguente efficace lavoro cardiocircolatorio, il consumo energetico aumenta del 20-30 per cento rispetto alla camminata a parità di velocità e distanza. Giorno dopo giorno, con una pratica costante, migliorano resistenza, forza, mobilità, coordinazione. Migliora anche la postura e favorisce la mobilizzazione della colonna vertebrale. Alleggerisce il carico sulle articolazioni e sull’apparato motorio in genere. Armonizza inoltre il battito del cuore che in genere nei momenti di stress tende ad accelerare, causando ansie e paure; e regolarizza il respiro. Si scaricano le tensioni muscolari accumulate senza il rischio di strappi o stiramenti.

ATTREZZATURA. I bastoncini sono l’attrezzo fondamentale. Questi sono dotati di una specie di “guantino” (e non dei laccioli tipici del trekking) messo a punto per favorire il recupero degli stessi dopo la spinta. Ve ne sono in materiali diversi. I più leggeri sono in carbonio o in materiali misti (carbonio in percentuali diverse), fibra di vetro e alluminio. Devono essere resistenti, leggeri, flessibili e ben bilanciati. Ne esistono modelli con lacciolo fisso o sganciabile dall’impugnatura. Il puntale è dotato di punta in genere in acciaio, cui apporre una specie di scarpetta o papera in gomma da utilizzare per attutire l’impatto sui terreni duri e il rumore provocato. Ve ne sono di fissi e di telescopici (cioè regolabili in altezza per avere un minore ingombro durante il trasporto). L’altezza del bastoncino varia a seconda dell’altezza del praticante. Per quanto riguarda le scarpe ne esistono modelli dedicati, ma in genere scarpe da corsa, trial o scarponcini bassi da trekking vanno bene. Meglio con suola che garantisce una buona presa sul terreno e impermeabili.

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Venerdì 4 settembre  presso villa Terzaghi  a Robecco sul Naviglio si è realizzata l’ ormai consueta serata la notte degli Oscar Robecchesi.  E’ un’ iniziativa volta a premiare con un encomio, costituito da una pergamena, personaggi locali  che si sono distinti a seguito del loro impegno  organizzativo o in virtù dei risultati conseguiti  in discipline sportive di diversi generi.

OSCAR ROBECCHESI 2020

Le associazioni sportive  nei comuni di piccole o medie dimensioni  sono importanti in quanto, oltre a promuovere uno stile di vita salutistico, migliorano la vita di relazione ed i rapporti sociali tra gli abitanti. Proviamo a pensare a un centro abitato senza palestre, senza campi da calcio, senza gruppi podistici e ciclistici. Quel villaggio sarebbe destinato a diventare un paese dormitorio, un luogo in cui gli abitanti  trascorrerebbero soltanto  la notte, mentre le attività sociali verrebbero effettuate trasferendosi nelle città limitrofe.

                                           

 

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